Storia della Banca Popolare di Todi

La Banca Popolare di Todi venne costituita il 9 luglio 1882 con autorizzazione regia del successivo 16 agosto. Progenitore dell’Istituto fu la Società Banca Industriale, creata il 31 ottobre 1879 dalla Società Industriale che, sin dall’anno successivo alla sua costituzione (26 agosto 1874) aveva svolto piccole operazioni di raccolta di risparmio e di prestito; il presidente della Società Industriale, Giuseppe Comez, assunse anche la presidenza della Banca Popolare. Il capitale iniziale ammontava a lire 22.500 diviso in numero di 300 azioni nominative di lire 75 ciascuna; nel tempo, le azioni furono sottoscritte soprattutto da operai e agricoltori. Nel 1883 venne aggiunta l’accezione ‘Cooperativa’ nella denominazione, per accogliere i principi ispiratori delle cooperative di credito promossi da Luigi Luzzatti. La Banca ebbe un buon avvio, anche se condizionato dall’andamento dell’economia locale, in prevalenza agricola, e dalla situazione politica ed economica nazionale fino agli inizi del ‘900. Nel 1901 fu acquistato Palazzo Foglietti in piazza Vittorio Emanuele II per farne la sede. Dal primo decennio del ‘900 prese avvio l’espansione sul territorio della provincia di Perugia sia tramite l’apertura di nuove agenzie (a Massa Martana, poi soppressa nel 1929) che subentrando a filiali di altri istituti di credito (a Montecastello di Vibio); nel primo dopoguerra si estese anche nella provincia ternana (Avigliano Umbro, poi chiusa nel 1925). Negli anni ’20 l’andamento dell’attività fu altalenante in ragione sia delle congiunture dell’economia locale che, nella seconda metà di quegli anni, della politica deflazionistica del governo. Le difficoltà protrattesi nella prima metà degli anni ’30 portarono allo scioglimento del Consiglio di Amministrazione per decreto del capo del Governo del 25 gennaio 1937 e la temporanea gestione venne affidata ad un commissario regio. Un nuovo statuto fu approvato nel 1938. Ottenuta l’autorizzazione al credito agrario già nel 1932, la Banca svolse un intenso e proficuo lavoro nel finanziamento degli ammassi di grano e di altri prodotti agricoli nella seconda metà degli anni ’30 e per tutti gli anni ’40. Durante il secondo conflitto mondiale si distinse per le operazioni dirette ad assicurare gli approvvigionamenti alimentari per la popolazione. Nell’immediato dopoguerra partecipò alla ripresa di tutte le attività produttive; nel 1949 promosse depositi a piccolo risparmio speciale per favorire le categorie meno abbienti. Al consolidamento dell’Istituto negli anni ’50, seguì dall’inizio degli anni ’60 l’attività di credito artigiano con prestiti agevolati, e, dalla metà del decennio, il crescente supporto allo sviluppo dell’industria locale (es. finanziamento al Comune per l’urbanizzazione di un’area destinata a zona industriale, 1968; apertura di un’agenzia a Pantalla, 1970). Nel 1973 venne autorizzata come banca agente per il commercio dei cambi e alla fine del decennio autorizzata a compiere operazioni di credito agrario di esercizio in vari comuni della provincia. Nell’anno del centenario aprì un’agenzia a Collazzone. Nel secondo semestre del 1995 furono avviate trattative per l’acquisizione di una quota di poco inferiore al 50% del capitale da parte della Banca Popolare di Ancona. A undici anni di distanza, con atto del 28 novembre 2006 (rogito notaio Marcello Pane), la Banca Popolare di Todi venne fusa per incorporazione nella Banca Popolare di Ancona; l’operazione era stata deliberata dal Consiglio di Amministrazione della Banca anconetana del 7 novembre e dall’Assemblea dei soci della Banca tuderte del 6 novembre 2006. Con la fusione, la Banca Popolare di Ancona subentrava anche nell’esercizio degli sportelli bancari della Banca Popolare di Todi.